Percorso creativo #2: Territorio e associazioni

La storia LGBTQIA+ regionale si è scritta anche attraverso il lavoro quotidiano di gruppi nati dal basso, circoli, sportelli e comitati che hanno costruito, città dopo città, una rete di accoglienza e attivismo. Un percorso che parte da Bologna con il Circolo Culturale 28 Giugno per attraversare l’intera regione e raccontare il territorio emiliano-romagnolo e la comunità LGBTQIA+ in Italia.

Nel 1977, sotto la spinta dell’esule cileno Samuel Pinto, nome di battaglia Lola Puñales, nasce il Collettivo Frocialista Bolognese, quello che poi diventerà prima il Circolo Culturale 28 Giugno, e oggi il Cassero LGBTQIA+ Center di Bologna. Sempre a Bologna nel 1982 nasce il MIT Movimento Identità Trans fondata da Marcella Di Folco e nel 1985 ancora Bologna nasce l’Arcigay, che sceglie come sede proprio il Cassero di Porta Saragozza, lo stesso luogo che aveva ospitato il Circolo 28 Giugno.

 

 

Da Bologna la rete si allarga a tutta la regione, prendendo forme diverse a seconda dei contesti e dei bisogni locali.

A Reggio Emilia, Arcigay Gioconda è attiva dal 1996. A Modena la comunità si è organizzata attorno a più realtà specifiche, tra cui Agedo, che riunisce genitori di persone omosessuali, bisessuali e trans, e la rete RGR, pensata per chi diventa genitore dopo un percorso di coming out.

A Parma è l’associazione L’Ottavo Colore a costruire, dal basso, spazi sicuri di incontro e ascolto; nel 2021 le istituzioni cittadine hanno inoltre firmato un protocollo per il contrasto alle discriminazioni LGBT.

Sportelli di ascolto come il Centro Antidiscriminazioni LGBT+ di Ravenna e i tavoli interistituzionali attivati da diversi Comuni completano oggi una mappa che copre gran parte della regione, dai grandi centri ai tanti comuni più piccoli.

 

Circoli storici, sportelli di ascolto, comitati, tavoli interistituzionali: forme diverse, nate in decenni diversi, con missioni che vanno dall’attivismo politico al supporto psicologico, dalla promozione culturale alla formazione nelle scuole. Ma tutte condividono lo stesso obiettivo: costruire, giorno dopo giorno, una rete capace di accogliere, ascoltare e tutelare le persone LGBTQIA+ del territorio.

È questa rete, fatta di persone e di storie individuali, che il progetto Ricordare con Orgoglio raccoglie e restituisce come memoria collettiva.

Fai parte di un’associazione, di uno sportello o di un circolo del territorio? Hai un ricordo legato a una di queste realtà? Contribuisci anche tu ad arricchire la mappa!